PRO LOCO BIENATE MAGNAGO


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Giobia

Gi÷bia 2017


Giovedý 26 Gennaio 2017

Un fantoccio rappresentante una vecchia goffa e stanca, girando per le vie del paese, raccoglierÓ a sŔ alcune piaghe della societÓ . VerrÓ bruciata con grande fal˛ con l' auspiccio che qualcosa cambi in meglio. Dopo il rogo verranno distribuiti: chiacchere, vin brulŔ, tŔ, risotto con luganiga,
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Gi÷bia 2017

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La Giubiana o Festa della Giobia Ŕ una festa tradizionale molto popolare in Piemonte e in Lombardia, specialmente nella Brianza e nelle terre Comasche, Milanesi e Varesine. Alla fine di gennaio, di solito l'ultimo giovedý del mese, nelle piazze dei vari paesi si prepara un grande fal˛ dove viene fatto bruciare un fantoccio di paglia vestito di stracci (la Giubiana per l'appunto), che rappresenta i mali dell'inverno e dell'anno trascorso.
Si tratta di una cerimonia certamente antica, ma sulle sue reali origini si scontrano varie ipotesi.
Anche sul nome "Giubiana" ci sono diverse interpretazioni sia per quanto riguarda l'origine che il significato. Inoltre, esso varia a seconda delle localitÓ: Gibiana nella bassa Brianza, Giobbia in Piemonte, Gi÷eubia nel Varesotto, Giubiana/GiŘbiana/Gibiana nell'alta Brianza e nella provincia di Como, Zobiana in Trentino e nel Bresciano.
Giubiana potrebbe derivare da "Joviana", ossia Giunone, dea della fertilitÓ, oppure dal padre degli dei Giove,in latino "Jupiter-Jovis", da cui l'aggettivo Giovia, e quindi Giobia, e il giorno giovedý (in dialetto piemontese, infatti, Giobbia significa proprio giovedý). In quest'ultimo caso, il termine indicherebbe le feste contadine di inizio anno per propiziare le forze della natura che, secondo la credenza popolare, condizionano l'andamento dei raccolti. La festa della Giubiana,
Secondo Cherubini, autore di un vocabolario Milanese-Italiano pubblicato tra il 1839 e il 1843, "Giubiana" significa "fantasma", e di qui la nascita di una festa per esorcizzarlo.
La Gibiana o Giubiana ha, quindi, man mano conquistato un aspetto e una propria storia: una strega, spesso magra, con le gambe molto lunghe e le calze rosse, che vive nei boschi e, prorio grazie alle sue lunghe gambe, non mette mai piede a terra, ma si sposta di albero in albero. Cosý osserva tutti quelli che entrano nel bosco e li fa spaventare, soprattutto i bambini. L'ultimo giovedý di gennaio va alla ricerca di qualche bambino da mangiare. Ma, una volta, una mamma, che voleva molto bene al suo bambino, le tese una trappola. Prepar˛ una gran pentola piena di risotto allo zafferano con la luganega (salsiccia), e lo mise sulla finestra. La Gibiana sentý il buon odore e corse con la sua scopa verso la pentola. Si mise a mangiare il risotto e non si accorse che stava per arrivare il sole. Il sole uccide le streghe, cosý il bambino fu salvo.
Ancora oggi, durante la festa della Giubiana che brucia, si mangia il 'risotto con la luganega' (salsiccia), accompagnato dal 'vin brulÚ'.


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